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Quello che ci aspetta in questo fine 2020 è un periodo pieno di incognite e di insidie, ma anche ricco di sfide e di opportunità. È forse giunto il momento per le farmacie di ``tornare a scuola``?

L’estate 2020 volge al termine. Si entra nell’ultimo quadrimestre di questo annus horribilis sotto molti punti di vista.

Le farmacie italiane, così come la gran parte degli altri settori, sono state messe duramente alla prova in questi mesi.

Cosa abbiamo imparato?

L’insegnamento più grande che occorre fare nostro è senza dubbio che il mondo oggi è in costante e rapida evoluzione, e con esso il business.

La digitalizzazione delle imprese non è più solo un’opzione percorribile, ma diventa ogni giorno che passa sempre più una necessità e un elemento indispensabile per la sopravvivenza nel prossimo decennio della maggior parte delle attività commerciali.

È questo il momento di digitalizzare la farmacia?

Nel momento in cui sto scrivendo queste righe mancano pochi giorni arientro a scuola dei bambini e dei ragazzi italiani, tra mille problemi ancora irrisolti, preoccupazioni e difficoltà organizzative.

La scuola stessa sembra in questi mesi aver preso sempre più una direzione digitale. Le esperienze comunicative maturate durante il lock down, per quanto affannate e improvvisate, devono essere considerate come una nuova possibilità che il web può offrire alla scuola italiana, che come molti altri settori si è fatta trovare impreparata nel momento di crisi.

Non è più possibile far finta di nulla. Occorre invece prendere quanto di buono può esserci nella tante risorse digitai che oggi abbiamo a disposizione e trasformarle in risorse applicabili al sistema scuola.

E lo stesso vale per le farmacie.

La tecnologia e in particolare internet è parte integrante della nostra vita ormai da anni, e i settori che non si sono ancora resi conto di tale trasformazione non possono purtroppo che rimanere soffocati nel prossimo futuro.

Durante il lock down i problemi e le sfide da affrontare per le farmacie italiane sono stati tanti. Interi reparti chiusi, personale in cassa integrazione e fatturati ridotti.

E i servizi? Nella maggior parte dei casi anch’essi CHIUSI.

Nonostante ciò le farmacie sono diventate in questo periodo un punto di riferimento territoriale per le famiglie italiane.

Le farmacie italiane sono state efficienti ed efficaci nell’affrontare il periodo emergenziale. I farmacisti hanno risposto in maniera chiara, a volte in condizioni veramente difficili, all’emergenza.

La farmacia, grazie alla sua capillarità sul territorio, è la prima funzione di sportello di ingresso a disposizione del cittadino e del servizio nazionale.

(Roberto Tobia – segretario nazionale di Federfarma)

E nei prossimi mesi dovranno esserlo sempre di più, passo dopo passo verso quella definizione, la Farmacia dei servizi, della quale si parla ormai da tanti anni.

Comunicare è importante

In questa fase di ripartenza la comunicazione verso il mondo esterno sarà un passaggio fondamentale per le farmacie.

E la comunicazione oggi non può non passare attraverso il web. In particolare attraverso i social network.

Già durante il lock down chi era strutturato e in possesso  delle giuste competenze digitali tali da saper governare la comunicazione sui social network, ha avuto sicuramente vita più facile.

Alcuni farmacisti hanno optato per effettuare video consulenze, altre farmacie hanno velocemente adattato i propri sistemi di vendita all’e-commerce e all’acquisto online con consegna a domicilio. Altri ancora hanno creato canali di comunicazione alternativi, utilizzando whatsapp piuttosto che messenger.

Non dobbiamo mai dimenticarci che siamo nell’era dell’informazione, del content marketing. 

Oggi il farmacista deve mettere a disposizione della comunità il proprio sapere, così da diventare un punto di riferimento in caso di necessità.

Per perseguire tale obiettivo è necessario però conoscere e governare alcuni strumenti di comunicazione online.

Come fare?Beh, è necessario appunto “tornare a scuola”, mettersi in discussione e cambiare soprattutto mentalità.

``Ma io la pagina Facebook ce l'ho...``

….pubblico, scrivo ogni tanto ma non vedo nessun tipo di interazione o risultato”.

Questo è quello che la stragrande maggioranza dei farmacisti (e commercianti in generale) provano e ci raccontano durate i nostri primi incontri.

Il motivo è semplice.

Ormai l’offerta online è enorme, le informazioni si trovano ovunque e affinché la nostra “voce” venga ascoltata da qualcuno occorre alzare l’asticella della qualità e della quantità.

Scrivere un post si Facebook ogni tanto, magari grazie a un collaboratore senza molta preparazione in merito, senza una pianificazione precisa, si può considerare solo come tempo perso. Francamente meglio dedicarsi ad altro.

“Ma oggi non è possibile non avere una pagina Facebook della Farmacia. Ce l’hanno tutti”.

Vero. Almeno in parte. Ma avere una pagina Facebook non aggiornata o gestita male potrebbe avere anche un effetto controproducente, specie se i competitor si comportano in modo diverso.

Non dobbiamo dimenticarci che Facebook oggi è una vera e propria vetrina della farmacia. Pertanto i visitatori, trovandosi di fronte a una vetrina gestita male, non aggiornata, “impolverata” in tutti i sensi, è molto probabile che venga stupito sì, ma in senso negativo.

Gestire in modo profittevole una presenza online è diventato negli anni una professione, per la quale occorrono tempo da dedicare e soprattutto competenze.

Ne elenchiamo solo alcune:

  • copywriting
  • grafica
  • seo
  • keyword
  • online marketing

Inoltre occorre comprendere a fondo come Facebook (ma anche gli altri social network) non sia una piattaforma gratuita, almeno per chi vuole utilizzarla per il business. (leggi anche questo articolo per approfondire 👉🏻 LEGGI QUI).

Fare pubblicità su Facebook a livello locale oggi per una farmacia è una grande opportunità.

Sta a te coglierla e iniziare così un percorso di completa digitalizzazione, oppure no e restare a guardare in modo passivo cosa succederà nei prossimi anni (o mesi).

Ma quest’ultima opzione purtroppo temo non ti farà passare sonni molto tranquilli.

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Marketing fai da te?…Meglio di no!

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